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Biografia di Emma
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Emma Watson
È conosciuta come Hermione Granger, per il ruolo da lei interpretato nei film di Harry Potter, ma il suo vero nome è Emma Watson. È nata ad Oxford, in Inghilterra, il 15 Aprile 1990, ed il suo nome per intero è Emma Charlotte Duerre Watson, esattamente come la sua nonna paterna. Fino all’età di cinque anni ha vissuto in Francia, poi si è trasferita in Inghilterra. I suoi genitori, Jaqueline e Chris, entrambi avvocati, sono divorziati e lei vive con la mamma e il fratellino Alex di tre anni più piccolo. All’età di sette anni vince il primo premio alla competizione di poesia “Daisy Pratt”. Il suo talento di attrice è applaudito in rappresentazioni scolastiche, come “Il Principe felice”, “Alice nel paese delle meraviglie” e “Arthur: The Young Years”. Il suo debutto cinematografico avviene nel 2001, quando è stata scelta da Chris Columbus per interpretare Hermione, l’amica saputella del giovane mago più famoso del momento, in “Harry Potter e la Pietra Filosofale”. Di tutti i libri su Harry Potter, scritti da J.K.Rowling, il suo preferito è “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”, il terzo della serie. Emma adora lo sport, e quando non è sul set le piace giocare a Tennis, Hockey, (è appena entrata a far parte della squadra della scuola), e Rounders, antico gioco inglese considerato l’antenato del baseball. Ha due gatti, Bubbles e Domino. Curiosità: siamo abituati a vederla castana sul grande schermo, ma in realtà lei è bionda.
Nome: Emma Watson
Data e luogo di nascita: 15 Aprile 1990, Oxford, Gran Bretagna
Emma era una bambina che non ricordava le battute, con lo sguardo spesso un po’ assente e gli occhi allagati di malinconia. Sul set di Harry Potter i e 2 qualcuno la prendeva anche in giro perché, insomma, tra mocciosi si fa così con quelli più timidi del branco.
Poi Emma Watson ha compiuto 14 anni ed è diventata una piccola donna: con tre centimetri in più osserva i coetanei con orgoglio e guai a chi si azzarda a prendersi gioco di lei: la caparbia Hermione del Prigioniero di Azkaban ha persino dimostrato che se c’è da mollare un cazzotto, lei non si tira indietro.
Alfonso Cuarón, il regista messicano, ne è rimasto rapito al primo incontro, quando ancora tutti credevano che Hermione fosse la nerd del gruppo:
«Emma è una ragazzina molto intelligente e sensibile. Non so come si comportasse nei primi due film, e comunque con me è stata eccezionale. Mi dicono che sia molto cambiata, credo che fosse solo un p0’ insicura. Ho cercato di darle qualche certezza e lei ha capito al volo. Con Daniel forma una coppia perfetta. Emma è piena di energia ed è una persona molto attenta. Ma non solo quando si parla del film: le piace ascoltare qualsiasi cosa e questo per un attore è segno di grande qualità. Rivedo in lei Winona Ryder. Ha grandi potenzialità».
Non è chiaro se Emma conosca Winona Ryder e forse, per ora, sarebbe meglio non spiegarle chi è. Sostiene di non sapere ancora se vuoi recitare a vita perché, fa sapere, «non sono felice di vedere la mia faccia da tutte le parti, non mi va che mi conoscano tutti. Insomma, non muoio dalla voglia d’esser famosa».
In Inghilterra, dove Il prigioniero di Azkaban è già il film che, nella storia, ha incassato più di ogni altro nel primo weekend di proiezione, hanno scelto il suo volto per presentare il film sette riviste su dodici, con il povero Harry battuto nettamente. Sarà sufficiente l’uscita dei prossimo Harry Potter fra poco più di un anno (con la sceneggiatura che promette i primi turbamenti amorosi) perché comincino a farle domande un po’ meno filtrate e perché anche i gossip si accorgano di lei. Sarà quasi sedicenne, l’età giusta per cominciare a flirtare. Già ora promette bene: sul suo camerino c’è scritto «attenti, qui dentro c’è una pupa». E sul suo letto c’è il poster di Brad Pitt, attore con il quale adorerebbe lavorare.
Per il momento sta imparando (in fretta, molto in fretta) le regole dello show business, e ai fan che insinuano una futura relazione col collega Daniel Radcliff risponde col piglio di una stella di Hollywood abituata alle dichiarazioni diplomatiche: «Daniel è uno dei miei migliori amici. Sono veramente a mio agio quando sono con lui e con tutti gli altri del cast. Però non riuscirei davvero a vederlo sotto una luce diversa». Tanto per essere chiari: «Spero proprio che J. K. Rowling non mi costringa a baciare Daniel o Rupert. Anche se i baci cinematografici non hanno niente a che fare con quelli veri, sarei lo stesso molto imbarazzata...».
Con quel carattere riservato e sensibile, Emma non era per niente convinta di voler partecipare al provino per il ruolo di Hermione. Si è persuasa solo dopo un paio di recite scolastiche ben riuscite. «A scuola non sono per niente brava come il mio personaggio, anzi. In più, non mi piace essere la prima della classe, quella che alza sempre il braccio. E naturalmente non vado in giro a picchiare i ragazzi: anzi, a dir la verità passo molto più tempo in compagnia delle ragazze. Però Hermione mi piace, ha qualcosa in cui mi riconosco. L’ho scoperto assieme ad Alfonso Cuarón. Lui mi ha fatto sentire bene sul set, mi ha spiegato che recitare è una cosa naturale. Che la devi vivere come la cosa più normale di questo mondo».
Normalità è ciò che Emma cercava disperatamente sul set, dovendo superare il trauma del divorzio dei genitori, due avvocati londinesi tuttora in pessimi rapporti. Affidata alla madre che vive a Oxford, un’ora e passa dagli studi dellla Warner, Emma è diventata per 18 mesi una piccola trottola, affrontando orari e fatiche quotidiane non proprio adeguate a una quattordicenne: «A volte mi pesa passare tanto tempo lontano da casa. Quella che faccio può essere una vita molto divertente, ma c’è qualche momento di tristezza. Magari avessi i poteri di Hermione».
Forse è diventata adulta di colpo, senza quasi accorgersene: glielo leggi oltre a quel sorriso sempre un po’ appassito. Dice Cuarón, ripensando all’ultimo anno di lavoro: «Credetemi, Emma è una ragazza molto coraggiosa».
E molto presto sarà anche parecchio famosa.
Da Vanity Fair, 17 giugno 2004
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